Il metodo di combattimento conosciuto come Jiu Jitsu è, almeno da definizione storica, vecchio di 2000 anni, con menzione nella mitologia Giapponese.
Le prime forme di Jiu Jitsu risalgono tra l'VIII e il XVI secolo della turbolenta storia Giapponese: si deve risalire, infatti, al 230 Avanti Cristo per trovare tecniche di combattimento analoghe e, fra le varie ipotesi che sono state sviluppate per cercare di capire l'esatta provenienza di quest' Arte Marziale, una delle più attendibili è che dopo varie fasi che sono durate secoli, il monaco Bodhai Darma avrebbe rielaborato l'arte greca che poi si sarebbe diffusa in Cina col nome di "Kung Fu" e in Giappone, attraverso l'isola di Okinawa con ulteriori sviluppi e modifiche, con il nome di Jiu Jitsu.
Comunque siano andate le cose, per una vera codificazione del Jiu Jitsu si dovette attendere molti secoli. Durante questo periodo, ci fu quasi sempre la guerra civile in Giappone e le classiche armi furono sviluppate e costantemente affinate sul campo di battaglia. Alcune tecniche furono sviluppate come parte di questi sistemi per essere usate in congiunzione con armi contro avversari armati.
La prima raccolta di tecniche riconosciuta sul Jiu Jitsu fu fatta da Takenouchi e Hisamori nel 1532 e consisteva in tecniche di spada, attacchi di jo e stiletto, ma anche da pure tecniche a mani nude.
Nel 1603, Tokugawa Ieyasu, portata la pace in Giappone, formò il governo militare. Questo marcò l'inizio del periodo Edo della storia Giapponese (1603-1868), durante il quale la guerra cessò di essere una caratteristica dominante della vita giapponese. All'inizio di questo periodo ci fu un cambiamento generale dalla forma delle armi al modo di combattere: il vecchio modo di combattere con armi bianche fu raggruppato e conosciuto come Jiu Jitsu. Durante lo splendore del periodo Edo, c'erano più di 700 stili di Jiu Jitsu e il JJ prospera con la casta dei Samurai. La fortuna della "Dolce Arte" è unita inscindibilmente alla storia dei mitici guerrieri giapponesi che legano il nome di quest' Arte con la loro fama e infatti il Ju-Jitsu è conosciuto in tutto il mondo come "l' Arte dei Samurai".
La fine del periodo Edo fu marcata dal ripristino del Meiji, terminata la guerra civile una gran parte della classe Samurai, supportata dallo Shogun, si spostò al servizio dell'Imperatore. Pertanto, quando fu ripristinata con la forza l'Imperatore nel 1871, molti privilegi attinenti ai Samurai caddero in disuso.
L'Imperatore Melse decretò una legge che proibiva di praticare il Ju Jitsu dichiarandolo un crimine. Durante questo periodo il Jiu Jitsu fu quasi dimenticato. Tuttavia, alcuni maestri, tra i quali il grande Maestro Inoue, continuarono a praticare la loro arte in segreto o spostandosi nei paesi vicini, permettendo allo stile di continuare a essere praticato. Fu proprio durante questo periodo di oppressione che i primi esponenti Giapponesi dell'arte dei Samurai arrivarono in Inghilterra.
Dal ventesimo secolo, fu permessa la pratica libera del Jiu Jitsu.
Il Jiu-Jitsu, inoltre, ha dato origine direttamente a molte altre arti marziali quali il Judo, l'Aikido, Ninjitsu e a certi stili di Karate.
Essendo un' Arte completa che prevede lo studio dell'energia interna, delle tecniche del colpire, della lotta corpo a corpo, delle proiezioni, della lotta a terra, ecc. è stato spesso deviato dalla sua forma più pura e più bella di Arte Marziale in quanto è stato anche divulgato come "micidiale arte di difesa e di attacco" e quindi i Dojo si riempivano di praticanti che volevano imparare a combattere per poter dimostrare la loro bravura negli scontri fisici; mentre nel Jiu Jitsu ci si piega all' avversario, lo si incontra nelle tecniche, in maniera tale che il nostro corpo non serva a mezzo d'impatto per la sua forza ma anzi ne annulli l'energia, seguendone l'andamento.
Se la forza si scontra con la forza, chi vince è solo il più possente.
Il Jiu Jitsu non fa sua questa massima, o meglio, ha un concetto della forza differente. Mai nessuna tecnica tende al rafforzamento o sviluppo muscolare. Anzi, lo si evita. Ciò andrebbe a discapito dell'elasticità della tecnica e del movimento e impedirebbe lo studio dell'energia interna attraverso la ricerca dell'armonia, della morbidezza e della gentilezza che sono prerogative indispensabili per lo studio di quest'antichissima "Dolce Arte".
Il Jiu Jitsu si presenta come un'arte estremamente completa: ai praticanti vengono, infatti, insegnate tecniche di calcio, pugni e proiezioni, bloccaggi e immobilizzazioni degli arti.
Tuttavia, non si limita al combattimento senz'armi: nel Giappone feudale questo sarebbe stato un'utopia bella e buona. Ancora oggi conserviamo queste tradizioni che fanno parte del bagaglio culturale del Jiu-Jitsu e studiamo l'uso delle armi tradizionali giapponesi quali la katana, il bo, il jo, i sai, i tonfa, i kama, il nunchaku,...
Il Jiu Jitsu, infine, comprende un'ampia gamma di kata. La presentazione di un arte marziale è il kata il quale è un insieme di tecniche, nel Jiu Jitsu, il kata può implicare uno o più persone, o può essere fatto con armi quali la katana, i sai, il bo, i tonfa, il jo, i nunchaku...